storia insolita di praga
                                    

Questa sezione é nata per  offrire un po´di piú della solita storia di PRAGA descritta nei libri e ai siti internet dedicati ai viaggi. I MUST SEE praghesi sono sempre gli stessi 

  • Orologio astronomico
  • Ponte Carlo
  • Museo ebraico con le sinagoghe e vecchio cimitero ebraico
  • Chiesa santuario di Bambin Gesú
  • Castello di Praga con la cattedrale di san Vito e vicolo d´oro
  • Piazza Venceslao...

Ma tutti questi posti non si librano nell´aria, per raggiungerli si percorrono le strade e stradine anonime, si girano gli angoli suggestivi, si attraversano le piazzette ornate da case e palazzi costruiti negli stili diversi. Chi non é costretto di accontentarsi con il „mordi e fuggi" , puó fermarsi anche ai posti, dove gruppi turistici  non si fermano perché  devono seguire il percorso stabilito.  Spesso non c´é tanto spazio per un gruppo numeroso. Bisogna peró sapere dove guardare. Praga ha conservato decine di antichi stemmi sulle facciate delle case. Scolpite in pietra, dipinte, appese sulle lastre di legno sopra la porta. Questi stemmi ci parlano attraverso secoli, raccontano leggende romantiche, divertenti ma spesso anche intriganti e macabre. Cosa si puó anche trovare e cosa significa? Tre violini adornano la casa dei liutai, il calice d´oro indica la bottega di un gioelliere, le cicogne si riferiscono al cognome del proprietario.

Ma ci sono anche  la volpe blu, la rana verde, il pavone, la ruota d´oro, il leone rosso, tre rose bianche, due orsi, due colombe, tre anatre, il grappolo d´uva ....Durante le nostre passeggiate vi faccio notare questi bei testimoni muti del tempo che passa e svelo che c´é dietro.

A chi piace la musica, a Praga non rimane deluso. Camminando per le vie del centro non si puó non notare quanti concerti si organizzano nelle chiese e nei palazzi praghesi. Ai volantini non si sfugge, i turisti li trovano negli alberghi, negli uffici informazioni, sui tavoli dei ristoranti, vengono distribuiti per strada. La conclusione? Si, a Praga si ascolta musica classica. Ma insieme possiamo dare un´occhiata dietro le quinte. Esempio? Pochi visitatori di Praga conoscono la famosa cantante ceca Emma Destinová  che si esibí  con il grande Enrico Caruso nella Metropolitan Opera in modo tale che fece applaudíre pubblico in piedi. Vi racconto la storia della sua vita davvero tutt´altra che comune e scendendo come fanno ogni giorno centinaia dei turisti dal Castello di Praga al ponte Carlo, passiamo accanto  al palazzo Kaiserstein, il quale apparteneva proprio a Ema Destin, una donna bella, emancipata, moderna.  Giá che saremo lí, 5 minuti dal palazzo Kaiserstein troviamo il palazzo Beethoven. Musica poi é il tema principale dell´albergo Aria, sempre nel quartiere di Malá Strana, dove le camere sono arredate da due famosi designers italiani Rocco Magnoli e Lorenzo Carmellini noti per la collaborazione con Versace. Gli ospiti, amanti di musica, possono scegliere stile classico (Suite Mozart, Beethoven, Dvořák, Smetana), jazz (Billie Holiday, Gershwin) oppure rock (Elvis Presley).

Vi posso assicurare che nessuno mi chiede mai niente di questo albergo speciale mentre passiamo accanto perché da fuori assomiglia alle sinagoghe veneziane oppure chiese pugliesi a Gallipoli, Otranto o Santa Maria di Leuca. Come mai? Tutti questi luoghi di  culto hanno una cosa in comune. Da fuori sembrano case comuni, non si distinguono dalle altre, dentro invece sono bellissime e  riccamente arredate. Proprio la ricchezza attirava  - nel caso delle sinagoghe il popolo cristiano, nel caso delle chiese i pirati musulmani. Cosí ci si proteggeva contro saccheggi. Nel caso del hotel Aria sono di solito VIP che si proteggono cosí dalla troppa curiositá  della gente. Da fuori quindi l´edificio é veramente poco notato, mentre dentro......che dite? A Praga peró parlano anche le pietre, alcune vi addiritura guardano. Bisogna peró sapere dove trovarle...Certo, ad ogni uccello  il suo nido é bello. Noi, guide di Praga sappiamo bene che la nostra cittá é unica e siamo felici che lo stesso di Praga dicono ogni anno milioni di suoi visitatori. Lasciate che le case praghesi parlino anche a Voi, hanno molto da raccontare. La nostra Bella signora Praga  porta bene i suoi 1000 anni e volentieri svela i suoi segreti a chi li sa apprezzare.

ITINERARI INSOLITI

ITINERARIO 1 - da Pohořelec al Castello di PRAGA  

POHOŘELEC 

Una volta un villaggio, ora la piazza da dove si inizia la visita del quartiere HRADČANY compreso il Castello di Praga. Giá nel 11 sec. attraversava questa zona un sentiero frequentato da mercanti provenienti dall´Ovest. Il sentiero si diramava come oggi – a sinistra (via Loretánská) ci si dirige verso il Castello esistente giá del 10 sec., a destra invece la strada chiamata Úvoz scende  fino al ponte Carlo dove prima si trovava il guado. Il sentiero continuava  in direzione sud-ovest a Vyšehrad. 

Il nome della piazza, Pohořelec, deriva da frequenti incendi (11.sec, poi 1420, 1541, 1742). In ceco „hořet“ vuol dire „bruciare“, appunto. 

Oggi, Pohořelec è soprattutto il parcheggio, ció é un grande peccato. Sarebbe decisamente piú bello avere attorno alla statua barocca di San Giovanni Nepomuceno un paio di panchine e una fontanela. Anche perché questo santo é il patrono di tutte le "persone di acqua." Almeno si sono conservate alcune facciate rinascimentali e barocche delle case noc gli stemmi dipinti. Li trovate i tre leoni rossi?

Ora scendiamo in fondo della piazzetta, a destra si trova una casa con la facciata barocca, davanti la croce. Sará una chiesa? 

EX OSPEDALE DI SANT´ELISABETTA

via Úvoz, Praha 1 - Hradčany 

Ma come mai? Sulla facciata si legge HOTEL.... La maggior parte dei turisti rimane sorpresa.. Come é possibile? Un hotel dentro la chiesa? No, le cose stanno diversamente. Si tratta di ex ospedale monastero e il Calvario con Cristo, la Vergine Maria e Santa Maria Maddalena semplicemente abbelisce la doppia scalinata.  L´ospedale monastico era costruito nella 2.metá del 17 secolo. Dopo la Guerra di Trent´anni fu demolito per cedere il posto alle nuove fortificazioni barocche della Cittá del Castello (no, non siamo in Umbria, é solo la traduzione piú vicina del quartiere di Hradčany). Poi fu costruito il secondo ospedale con lo stesso nome e dedicato a sant ´Elisabetta la prottetrice dei poveri. Il nome piú difuso peró era dei Questenberk in onore dell´abbate del monastero premonstratense Strahovský.

Negli anni Cinquanta il regime comunista non ha tollerato né monasteri né istituzioni caritatevoli che gli appartenevano. L´ospedale é  stato chiuso. I tempi cambiano, il nome é rimasto, ma oggi si tratta di un albergo di 4 stelle cui ospiti fanno la colazione nel ex refettorio dei monaci.

ITINERARIO 2 - scendendo dal Castello di PRAGA verso il ponte Carlo 

CASA AI DUE SOLI

via Nerudova 233, Praha 1 - Malá Strana

Per primo: la via é stata denominata in onore di JAN, non PABLO! Quando Jan era morto, Pablo non era ancora nato... Il vero nome di Pablo Neruda, un poeta cileno (1904 - 1973) era Neftalí Ricardo Reyes Basoalto. Usava l'appellativo d'arte Pablo Neruda preso dallo scrittore e poeta ceco Jan Neruda (1834 - 1891) che gli fu riconosciuto anche a livello legale.  Se si guarda la casa dal marciapiede opposto si vede chiaramente che in effetti si tratta di due case. La loro disposizione rinascimentale si é conservata nonostante le modifiche sostanziali negli anni 1673 - 1690. I frontoni sono di primo barocco, la facciata risale alla fine del 17 secolo. Una delle insegne piú popolari a PRAGA ha dato a casa il nome, nel 1895 sulla facciata é stata svelata la lapide commemorativa di Jan Neruda. Chi era? Poeta, giornalista, drammatico, critico d´arte, viaggiatore, grande patriota. Nel suo tempo era popolarissimo sia al campo politico che culturale. Amava la sua cittá e specialmente i posti dove é nato e cresciuto - Malá Strana. Uno dei suoi libri Povídky Malostranské (Racconti di Malá Strana) é uscito anche in italiano. Edizione economica.

CASA AI TRE VIOLINI 

via Nerudova 210, Praga 1, Malá Strana 

Grazie alla bellissima insegna é una delle case praghesi piú conosciute. Nei sotterranei si sono conservate le fondamenta medievali, la casa subí diverse modifiche in primo barocco e poi verso l´anno 1780. La celebre tradizione dei liutai cominció solo nel 1667. Il garzone Tomáš Edlinger dal suo maestro Leonard Brater imparó il mestiere, in piú si impossessó  l´intera casa con la bottega dopo la morte del maestro in modo piú semplice - sposó la vedova. Suo figlio Josef seguí le orme del babbo e poi trascorse qualche tempo in Italia, la terra promessa per liutai. Basta citare Cremona, Napoli, Bologna, Venezia. Josef ereditó la casa con la bottega, quadagnó tantissimi soldi ma non si sposó mai e morí abbastanza giovane. Molto curiosa é la sua ultima volontá, lunghissima e incredibilmente dettagliata. Josef pensó a tutti. A suo zio lasció la collezione dei quadri di grande valore, molti soldi li donó alle chiese di Malá Strana, la statuetta miracolosa di Bambin Gesú ricevette anelli d´oro. La bottega piena di strumenti giá fatti o materiale prezioso passó a figlio di quattro anni della sua cameriera ad una condizione. Il piccolo diventerá liutaio... La musica che si sente di giorno proviene dalla casa di fronte dove si trova l´Accademia musicale. Di notte peró... A luna piena si possono sentire toni dei violini.Tre scheletri seduti davanti alla casa suonano violini. Non sono pericolosi se passate senza parlare.Se poi qualcuno "che se ne intende" oserá di criticare la loro musica, potrebbero diventare piuttosto agressivi...meglio non provare. Volete tornare a casa interi, vero?  

CASA AL GRAPPOLO D´ORO

all´angolo della via KARMELITSKÁ e la piazza MALOSTRANSKÉ NÁMĚSTÍ, n.267, Praha 1 - Malá Strana 

Il segno distintivo: i portici. In effetti si tratta di due case unite con le fondamenta gotiche, nel periodo di rinascimento é stato aggiunto un piano. L´ultima modifica notevole negli anni 1707 - 1710 fu eseguita secondo il progetto di Giuseppe Bartolomeo Scotti di Milano. Il costruttore si stabilí a Malá Strana e nel 1716 ricevette qui anche la cittadinanza.La casa angolare si trova al posto delle porta Oujezdská demolita nel 1727 perché ostacolava il traffico. Su quello che é rimasto della porta é stata costruita la casa. Ma non era una casa come le altre, durante la costruzione si é dimenticato alla porta! Gli abitanti erano costretti di passare per la casa adiacente... I corridoi erano nel buio totale fino a quando non é stata aperta una breccia nel muro dove é stato messo il lucernaio verticale chiuso al tetto con una vetrata.

Una curiositá. Sulla piazza Malostranské trovate 27 paracarri curiosi che assomigliano alle figure, meglio dire alle teste stilizzate. E, delle teste, infatti, si tratta. É il monumento dedicato a 27 disgraziati, ribelliboemi decapitati dopo l´insurrezione contro gli Asburgo

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CASA AI TRE STRUZZI

piazza Dražické náměstí 12, Praha 1 - Malá Strana

Questa casa rinascimentale fu costruita per Jan Fux, l´artigiano che decorava cappelli con le piume di struzzo e produceva ventagli dalle piume di uccelli rari. Il mestiere rendeva parecchio, ne é testimone la casa di Fux. Qualche anno piú tardi si fece dipingere sulla facciata tre struzzi ben visibili - detto con le parole d´oggi - una bella mossa di marketing!  Se poi si considera il fatto che la casa si trova nella posizione piú che favorevole.. Chi passava sul ponte Carlo poteva vedere bene tre struzzi dipinti sulla facciata. Durante la Guerra dei Trent´anni peró al ponte passarono gli svedesi... La casa era danneggiata come anche le torri del ponte Carlo. Nel 1637 la casa fu alzata di un piano e decorata da frontoni con volute. I soffiti a travi di legno dipinti si sono conservati nel pianterreno fino ai giorni nostri. Nell´anno  1704 armeno Georgius Deodatus Damascenus (Gorgos Hatalah el Damški) cominció a vendere il primo café al banco nella casa Al serpente d´oro. Era una specie del caffé rudimentale e infatti potete trovare diversi siti che menzionano la casa Al serpente d ´oro come il primo caffé praghese. 

Ma solo 10 anni piú tardi „arabo“ come lo chiamavani gli abitanti di Praga aprí il primo vero caffé al altra parte del fiume Moldava, sulla riva sinistra in fondo del ponte Carlo. La casa esiste ancora. É uno degli alberghi rinomati e si chiama AI TRE STRUZZI.

Georgius naque a Damasco. I genitori lo volero un commerciante anche se il figlio dimostrava molto interesse per la filosofia. Nel  1690 il padre lo mandó in Cairo e Tripoli per occuparsi del commercio del café. Georgius invece va a studiare a Roma. 5 anni rimane dai gesuiti e ottiene l´istruzione eccezionale. Oltre alle lingue orientali parla anche tedesco e latino. L´istruzione filosofica purtroppo non basta per vivere in modo decente….(non é che dal 17 secolo é cambiato molto) e Georgius cerca il modo di guadagnare soldi. Nel 1704 arriva a Vienna  e si dedica al commercio del café. Arriva tardi peró, c´é giá la concorrenza, il polacco di nome Kulczicki il quale dal 1683 ne tiene il monopolio. Da un monaco greco Georgius viene a sapere che a Praga nessuno conosce i café. Compra alcuni sacchi, i gesuiti gli scrivono una lettera di raccomandazione e parte per Praga. Il caffé nella capitale boema si vende solo nelle farmacie come la medicina e non si beve per piacere. Bisogna prima insegnare i praghesi come berla. Sia Georgius che il suo modo di vestire esotico attirano i primo clienti. „Arabo" porta in giro tazze, café, zucchero di canna, acqua calda  e piccola stufa a carbone. Il café viene servito in piedi. All´inizio Georgius parla tedesco, piú tardi impara un po´anche il ceco. Lavora cosí fino a risparmiare abbastanza per poter affitare gli spazi nella Casa ai tre struzzi nel quartiere di Malá Strana. Siccome é gentile e si comporta bene, ottiene anche la cittadinanza e puó comprare la casa sua. Deve essere una grande soddisfazione perché Georgius compra proprio la casa Al serpente d´oro dove ha cominciato il suo „business.“ Si sposa con una ragazza ceca, nascono due figli. La dolce vita peró finisce nel momento quando Georgius parla apertamente contro ebrei praghesi. Non capisce che sono proprio gli ebrei a controllare il commercio a Praga. Nelle ulteriori controvversie il mercante armeno perde tutto il suo patrimonio, lo lascia la moglie con figli. Parte per Lipsia, si dedica al commercio del té, piú tardi torna a Praga e vive di nuovo con la famiglia. La ricchezza di una volta peró ormai é persa. Georgius muore nel 1740 e viene sepolto nel chiostro del monastero di san Tommaso a Malá Strana. Questa é la storia dell´uomo che insegnó ai praghesi bere caffé.

MULINI DI SOVA - SOVOVY MLÝNY

isola di Kampa, Praha 1 - Malá Strana

Secondo la tradizione qui si trovó il primo mulino praghese in assoluto che forniva la farina anche nella cucina del Castello di Praga. La parola „sova" in italiano vuol dire „la civetta" e cosí si spiega l´origine del nome : quando stavano abbattendo una vecchia guercia per cedere posto ai mulini dal tronco voló via la civetta. Nei tempi pagani la civetta era considerata l´ucello sacro, l´evento fu preso come portafortuna e i mulini furono chiamati SOVÍ - di civetta. Una bella storia che puó essere anche vera, perché no. Il fatto é che nella seconda metá del 16.secolo il mulino apparteneva a un ricco scabino della Cittá Vecchia, un certo signor SOVA, appunto. Ai mulini sempre minacciavano due elementi - acqua e fuoco. Puó sembrare strano che gli edifici furono danneggiati piú volte dalle fiamme che dall´acqua alta. La causa fu troppo legno usato per la costruzione. Poi bastava che la servitú non faceva attenzione mentre usava candele o torcie. L´incendio peggiore scoppió in gennaio nel 1896. Era di notte e le fiamme si vedevano da tutta la cittá. La Moldava era gelata e i pompieri dovettero tagliare il ghiaccio per poter accedere all´acqua. Al posto corse molta gente, alcuni cercarono di aiutare altri erano solo curiosi. I piú „furbi" per vedere meglio le fiamme e osservare il lavoro dei pompieri scesero sul ghiaccio del fiume. Peró dal calore il ghiaccio cominció a rompersi e sgelarsi e i curiosi per un pelo riuscirono tornare sulla riva. I danni erano immensi e il complesso dei mulini non fu mai ricostruito interamente. Oggi c´é il Museo dell´arte moderna.

Il MULINO DI GRAN PRIORE - VELKOPŘEVORSKÝ MLÝN

via Hroznová 3, Praha 1 - Malá Strana

Il mulino non funziona piú e se passeggiando sul ponte Carlo o sulla piazza Velkopřevorské (nei pressi di isola di Kampa) vi accorgete della ruota che gira é solo per ricordare i vecchi tempi e creare un ´atmosfera di Praga tanto tempo fa. La fondazione del mulino risale al 13.secolo quando il terreno fu regalato dal re boemo Vladislav I. all´ordine dei cavalieri maltesi. L´ordine era molto attivo, gestí il monastero e la chiesa della Madonna sotto la catena (conservatasi fino ai giorni nostri) e nel mulino macinava il grano per il proprio bisogno. Nel corso dei secoli il mulino cambiava proprietari, sopravisse parecchie alluvioni e anche il grande incendio nel 1938Oggi l´unica parte che ricorda il mulino é la grande ruota, quell´attuale é del 1992. Per il momento gira in continuazione perché é quello che ci vuole. Se le spalette non si immergono regolarmente nell´acqua il legno comincia e sconnettersi. Il canale della Moldava dove si trova il mulino si chiama Čertovka, il Canale del diavolo. La sua profonditá sono soli 80 cm e l´unico battello che puó entrarci é quello della societá  PRAGUE VENICE - LA VENEZIA DI PRAGA

Il giro dura un´oretta, il prezzo del biglietto comprende anche il rinfresco - una bibita a scelta e un gelato o un dolce. Le barche partono dalla parte della riva della Cittá Vecchia sotto il ponte Carlo e il capitano fa spiegazione a seconda della nazionalitá dei passeggeri, spesso anche in italiano. Il viaggio é davvero divertente e posso solo raccomandarvelo. Se invece fate parte del gruppo di innamorati che arrivano a Praga per un weekend romantico, il ponticello davanti alla ruota del mulino é proprio il posto giusto per metterci il lucchetto dell´amore. Peró fate fretta perché in questo momento i posti sono quasi esauriti....

ITINERARIO 3nei pressi di ponte Carlo - riva destra, Praha 1 -Staré Město

CASA AL LUCCIO BLU

all´angolo di via Karlova e Liliová 180, Praha 1 - Staré Město

Rispetto le altre case da queste parti si tratta di un edificio abbastanza nuovo anche se ha quasi 100 anni. La bellissima insegna l´ha ereditata dal palazzo precedente. Secondo quello che si dice nell 15 secolo qui si trovava una nota osteria dove ogni tanto veniva anche il re ceco Venceslao IV., figlio di Carlo IV. É verosimile perché anche le cronache praghesi accennano il fatto che il suddetto re amava travestirsi da un barbone per poter girare le strade di Praga incognito e bere la gustosa birra a volontá. Certo che i cronisti non potevano criticare il re. Cosí fornirono anche la spiegazione il perché questa messinscena. Primo: il re ascoltava vox populi. Secondo: il re personalmente controllava sia la qualitá che la quantitá della birra nel bocale. L´oste che imbrogliava aggiungendo l´acqua o spillando meno della norma finiva nel cestino di vimini immerso nelle acque di Moldava... Il nome della casa deriva da uno dei proprietari Jakub Štika (luccio) morto nel 1688.Piú tardi il pesce si é colorato di blu e dal nome originale U ŠTIKY (sarebbe dal sig.Luccio) si é passato al nome U MODRÉ ŠTIKY (al luccio blu).Nel 1903 la vecchia casa nonostante tante proteste é stata demolita e al suo posto é stata costruita la casa odierna. Nella storia della Praga del 20 secolo si é iscritta come il primo cinema della capitale boema. Il suo proprietario di nome artistico Viktor Ponrepo ha fatto la cariera con l´animatore e illusionista. Quando ha visto a Praga il famoso Kinetoscopio di Thomas Edison, ne é rimasto colpito a tal punto che a tutti i costi ha voluto aprire il proprio cinema. Grazie ai mezzi finanziari di sua moglie, una ricca vedova maggiore di lui, ci é riuscito nel 1907 nella Casa al luccio blu. Doveva essere un´atmosfera particolare agli inizi visto che il signor Ponrepo faceva tutto da solo, vendeva biglietti, proiettava le immagini mute e le anche commentava a voce. Gli spettatori si portavano le merendine proprie, i sedili scricchiolavano, suonava la musica dal grammofono...

Piú tardi Ponrepo ha assunto uno degli attori praghesi per descrivere la trama dei film e anche una signora alla cassa. Il cinema di Viktor Ponrepo é diventato a Praga molto popolare e nel 1911 l´ ha visitato un ospite illustre, Thomas Alva Edison durante il suo soggiorno praghese di quattro giorni. Il cinema nella Casa al luccio blu era talmente amato, che ha sopravissuto la prima guerra mondiale e negli anni Trenta qui si proiettavano ancora i film muti. L´ultimo spettacolo si é svolto nel 1946 ma la mia generazione ancora ricorda uno dei cinema esistente a Praga fino agli anni Novanta sotto il nome PONREPO. 

CASA AL POZZO D´ORO

via Karlova 175, Praha 1 - Staré Město

Sicuramente una delle case piú belle di Praga storica, originarialmente rinascimentale, piú tardi modificata in stile barocco. Piú bella la casa, piú macabra la leggenda che la riguarda. Qui abbiamo a che fare con marito e moglie, entrambi senza testa. La leggenda racconta che una volta nella casa che serviva da osteria con camere si sistemó una coppia venuta dalla Spagna. Non sempre i soldi portano fortuna tantomeno quando ci sono in giro persone malvaggie. É proprio questo caso. I coniugi furono molto ricchi e il luccichio delle monete d´oro acceccó il padrone della casa. Per impossesarsene ammazzó i suoi ospiti ingenui, gli taglió le teste e le buttó nella Moldava. I corpi poi li seppellí nella cantina. I soldi macchiati di sangue non portarono felicitá all´omicida. Poco tempo dopo nella sua casa scoppió un incendio che brucció anche l´armadietto che serví da cassaforte. L´oste morí colpito da cavallo mentre cercó di scappare dalla casa in fiamme. Per molto tempo sulle rovine a mezzanotte apparivano due corpi senza teste cosí nessuno voleva abitarci. Solo nel 19. secolo un uomo corraggioso fece ristrutturare quello che poteva e aprí una pasticceria. Lavorava sodo tutto il giorno per guadagnare abbastanza e cosí di notte dormí come un ghiro e non si fece disturbare dagli spiriti. Poi una notte ebbe un sogno nel quale apparvero davanti a lui due corpi senza teste chiedendo aiuto. L´uomo da bravo cristiano promíse loro che avrebbe fatto celebrare la messa per la loro salvezza. Il giorno dopo andó in chiesa e mantenne la sua promessa. Da quel giorno gli spiriti sparirono per sempre e il pasticciere diventó il migliore a Praga con tutte le consequenze positive. In breve diventó ricco e visse felice.

Torniamo peró al palazzo. La bellissima facciata dell´inizio del 18 secolo deve la sua ricca decorazione di stucco all´epidemia di peste nel 1714....finita bene per i proprietari, i coniugi Wersser. Come il ringraziamento che sopravissero questa malattia orrenda fecero decorare la loro casa con le statue dei santi protettori contro la peste. La parte piú alta della facciata potrebbe interessare i palermitani visto che la figura giacente circondata dalle rose é santa Rosalia, la loro patrona. Due santi accanto alle finestre nel terzo piano sono i gesuiti san Ignazio di Loyola e san Francesco Saverio. Con la decorazione al secondo piano si rimane in Boemia con le figure di due santi boemi - san Venceslao e san Giovanni Nepomuceno ( PIAZZA VENCESLAO e PONTE CARLO) Scendendo al primo piano torniamo al tema della peste con i ss.Rocco e Sebastiano. Ogni santo viene raffigurato con il suo simbolo, basta conoscerli e sappiamo subito di che santo si tratta. San Rocco aiutava i malati della peste fino a quando si ammaló anche lui. Lasció la cittá e si ritiró nel bosco dove aspettava la morte pregando. Qui peró incontró un cane che gli portava il cibo, l´acqua la beveva da un ruscello e in pochi giorni miracolosamente la malattia sparí. Da quel momento l´animale fedele sta sempre ai piedi del suo padrone.

PARACARRO MEDIEVALE

all´angolo di via Zlatá con la via Liliová, Praha 1 - Staré Město

Fino ad oggi si sono conservati veramente pochi ma quelli superstiti ci trasportano nella Praga d600 anni fa in pieno Medioevo dove al posto di macchine giravano le strade e stradine tortuose le carozze della nobiltá e della ricca borghesía e carri di merce trainati da buoi o asini. Oltre la funzione decorativa giá la parola stessa fa capire a che cosa servivano paracarri...semplicemente proteggevano gli spigoli dei palazzi. Alcuni avevano anche un altro compito. La loro parte superiore era incavata  e nella nicchia si teneva l´acqua piovana. Lá si spegnevano le torcie sia degli ospiti arrivati a casa che quelle della servitú che doveva di solito correre davanti alla carrozza dei signori. La illuminazione delle strade era scarsa, solo agli angoli veniva messo un cesto di ferro con ceppi  coperti di resina che si accendevano. Gli abitanti spostandosi con carri dovevano illuminare le loro carozze con le torcie. Niente da fare, il codice stradale bisogna rispettarlo sempre!

CASA U VEJVODŮ

via Jilská, Praha 1 -Staré Město

Questa casa puó vantare di una delle piú belle facciate tardo rinascimentali a Praga. Se oggi qui si trova la famosa birreria é solo giusto, la preparazione della birra risale al 1430Lo stemma sopra il portale peró é piú giovane, dalla metá del 17 secolo. Apparteneva a uno dei proprietari, Mikuláš František Turek (Turco) che lo ricevette dall´imperatore Ferdinando III. d´Asburgo nel 1649 come il ringraziamento dell´aiuto nella difesa di Praga contro ( ...no, non turchi, quelli hanno minacciato Vienna, mai Praga...) gli svedesi. 

CHIESA DI SAN EGIDIO

via Husova, Praha 1 - Staré Město

fu consacrata in 1371, vuol dire nel pieno Medioevo quando a Praga si costruí in stile gotico. Questo stile é ancora riconoscibile nella divisione dello spazio  interno – tre navate della stessa altezza. Originarialmente la chiesa apparteneva all´ordine dei Cavalieri Teutonici, nel 1626 fu regalata ai domenicani i quali decisero di restaurarla nel 1731 in stile barocco. I lavori edili furono affidati a uno degli architetti boemi piú famosi F.M.Kaňka, le pitture murali sono di V.V.Reiner. L´altare di santa Caterina di Siena é ornato da due statue degli apostoli , opera dello scultore boemo Brokoff. Anche per questo la chiesa di san Egidio rappresenta molto bene le maestranze locali. 

VOGLIA DI SANTA PACE? 

Accanto alla chiesa sorge il vasto monastero. Anche troppo vasto visto che i frati sono solo 10. Cosí offrono alloggio a chi desidera di stare per qualche giorno lontano dalla vita frenetica quotidiana magari per ritrovare se stessi, pregare con i frati oppure semplicemente vivere un´esperienza nuova per poi guardare il mondo con gli occhi diversi.

UN SANTO…DI COLORE 

Nella chiesa domenicana certo non puó mancare la statua di  san Domenico ma c´é  un altro santo che desta attenzione. Lo trovate  a sinistra, appena entrati. É di pelle scura, ai suoi  piedi un gatto, un cane e pure un topo, allusione al fatto che il santo amava animali e loro amavano lui. Questa é la sua storia: 

SAN MARTINO DE PORRES  - IL SANTO DELL’ UMILTA’ 

Martino de Porres è un santo molto noto nella America Latina ma poco  in Europa, perché è di “ tale strana personalità e di spirito superiore “, che lo rende di non facile comprensione. Un “ frate che rideva sempre e non si riposava mai “. Primo santo negro americano, nacque a Lima, capitale del Perù il 9 Dicembre 1579 . Sua madre, Anna Velasco, una schiava nera, ebbe due figli , Martino e Giovanna , da un gentiluomo spagnolo di nome Juan de Porres. La madre, povera però assai devota, lasciata sola, per mantenere e crescere i suoi figliuoli, faceva la serva in una famiglia spagnola. Col tempo, il padre, riconobbe in parte i due bambini. Martin rimase con la madre, mentre la sorellina venne affidata a dei parenti del padre. Martino , dal volto intelligente, pio, solerte e devoto, apprende con profitto l’arte del barbiere-chirurgo, come era d’uso a quei tempi. Il suo desiderio, però, era quello di entrare tra i frati domenicani . A sedici anni “ il mulatto Martin, figlio di Anna Velasco e di padre sconosciuto, si presentò come oblato, alla comunità del Capitolo dei Frati Predicatori del Convento di Santo Domingo in Lima “. Gli diedero la tonaca bianca con lo scapolare nero, ma senza cappuccio, perché era, appunto, mulatto. Gli affidarono i lavori più umili e più pesanti del convento, lavori che svolgeva con zelo , rettitudine. Umile, ubbidiente e paziente, Martinico sfacchinava sempre svolgendo i lavori più impensabili e faticosi. Spesso veniva insolentito senza ragione o per una minima mancanza. Si narra che un novizio a cui aveva rasa la tonsura, non contento, lo insultò e picchiandolo, lo chiamò “ cane di un negro “. Sì, diceva lui, con grande umiltà, io sono soltanto “ un cane di un negro “. Intanto, attraverso prove e nel mezzo delle umiliazioni, scoprì, questo povero negro, il valore della preghiera e della donazione. Era un donato, cioè, un oblato. Amava recitare il Santo Rosario, da buon domenicano, e venerava la Madonna perché anche Lei era una oblata, serva del Signore. Portava sempre la corona al collo, che non toglieva neanche di notte. Nel 1600, quando Martin aveva 21 anni, muore sua madre. Suo padre comincia ad interessarsi del figlio frate e vuole riconoscerlo legalmente, ma a lui la cosa non importa. “ Non ne sono degno. Sto bene così. Appartengo al Terzo Ordine di San Domenico, e per un negro come me è fin troppo “. Diventa infermiere, cura chierici, frati, novizi e anche tanta povera gente. I più disperati lo cercavano ed a tutti elargiva ed accoglieva ; operava anche guarigioni impensabili, con grande meraviglia degli stessi medici. “ Il Negrito “, lo chiamavano così, andava a trovare anche di notte la negricia, gli schiavi negri che lavoravano con le catene ai piedi. Difendeva, perorava, si prodigava sino a profondere per gli ultimi le sue energie. Lima, capitale del Perù, città dove “ l’oro scorreva a fiumi e per cui passavano tonnellate d’argento “, annovera, per contro, migliaia di disperati. Gli schiavi, una volta inservibili, venivano abbandonati sulla strada. Fra’ Martino, Martinicio, sfamava, curava e consolava. In quaranta anni di vita domenicana, espletò tutta la sua opera a favore di migliaia di affamati e derelitti. Visse una vita di autentico discepolo di Gesù Cristo. Fu contemporaneo di Rosa di Lima e Juan Marcias. Amava gli animali, cani e gatti e topi compresi. Sembra paradossale, questi ultimi, i topi, gli avevano rosicchiato la biancheria dell’infermeria. Li esortò, come S. Francesco, a non farlo più, chè lui avrebbe provveduto a nutrirli. I topi, giornalmente si riunivano in un angolo, ed egli portava da mangiare. Frate Martino morì il 3 Novembre 1639. Aveva quasi 60 anni. “Il negrito“, “il donato”, se ne va, diceva la gente povera. Aveva ereditato dal padre, che nel 1610 l’aveva riconosciuto come figlio, qualche bene. Distribuì tutto, per intero, ai poveri dei più poveri. 6 Maggio 1962 : Giovanni XXIII proclama Fra’ Martino de Porres, Santo. Il primo Santo dei negri d’America. Paolo VI lo proclamò patrono dei barbieri e parrucchieri. 

Copiato dall´articolo di Gianni  Mangano

http://www.unangelo.it/Calendario/Novembre/3%20novembre/San%20Martino%20de%20Porres%20G%20M.pdf

ITINERARIO 4 - attorno alla Piazza della Cittá Vecchia                           

CASA dei GRANOVSKY

cortile Týn 639, dietro la chiesa omonima, Praha 1 - Staré Město

Prima bisogna spiegare il significato dei nomi perché chi vuole visitare questo posto potrebbe avere difficoltá di trovarlo. Sulla piantina cosa deve cercare - TÝN o UNGELT? La risposta é - tutti e due vanno bene. Il cortile di Týn ha preso il suo nome dalla vecchia parola ceca „otýnění". Sottolineo la parola vecchia che non si usa piú e tranne alcune (!) guide di Praga, storici e gente colta, quasi nessuno sa cosa vuol dire. Oggi si usa il termine „opevnění", cioé la fortificazione.  L´intero cortile era fortificato e spettava alla competenza del conte, piú tardi del re. Erano loro che riscuotevano il dazio. Se si aggiungono i pagamenti del magazzino, del soggiorno, della sicurezza e altri, viene fuori una bella cifra. Per secoli qui, nel cuore della Cittá Vecchia il cortile brulicava di mercanti arrivati da tutta l´Europa. Qui venivano con le loro carovane, depositavano la merce, firmavano contratti. Giá nel 965 venne a Praga Ibrahím ibn Jákub, il mercante d´origine arabo-ebrea che descrisse la cittá come il posto dove si incontrano mercanti dall´Est con quelli dall´Ovest, le case sono costruite di pietra e calce e i prezzi sono molto bassi... Magari fosse cosí nel 2016!

E perché Ungelt? Questo nome deriva dal tedesco, geld vuol dire soldi... Come vedete, i soldi sono sempre ...al primo posto. Ma esiste addirittura il terzo nome - la Corte allegra. Secondo quello che si dice furono gli stessi abitanti di Praga a inventare questo il nominativo. Ogni sera dopo una faticosa giornata di business i mercanti si rilassavano seduti attorno ai lunghi tavoli tutti insieme per bere qualche bocale della gustosa birra ceca. Ma questa bibita nazionale puó ingannare, all´inizio non sembra molto forte ma dopo un po´ la testa cominicia a girare e ci si ubriaca in breve tempo. Alcuni si mettono a cantare e raccontare barzelette, altri fanno a pugni. Siccome era gente venuta dai diversi paesi anche lontani, le usanze e i costumi erano diversi e quindi il pretesto della rissa si trovó facilmente. Per evitare situazioni simili prima di entrare nel cortile tutti dovettero consegnare le armi al guardiano che funzionava dal detettore di metallo medievale. Rimane spiegare da dove proviene il nome del palazzo - Granovský. Nel 1536 stava a servizio dal re l´impiegato reale Jakub Granovský. Proprio lui ricevette dal re Ferdinando I.d´Asburgo „la vecchia casa doganale". Siccome Jakub serviva fedelmente al suo re, quello gli regaló insieme con il palazzo anche la concessione di affitare stanze e gestire l ´osteria. Il figlio di Jakub fece ricostruire il palazzo in stile rinascimentale compresa la loggia con ricche decorazioni tipo sgrafitto. Gli autori di quest´ opera eccezionale furono due maestri italiani Francesco Terzio e Domenico Pozzo che presero l´ispirazione dalla Bibbia e dalla mitologia antica. Se avete tempo potete provare a distinguere sulla facciata (cominciando dalla sinistra) Il peccato originale, Adamo ed Eva, Caino uccide Abele, Lot con le figlie, Abramo sacrifica Isacco, Giuseppe e Putifarre, Samsone e Dalila, Susanna nelle terme, Giuditta e Cleopatra. Piú in alto trovate Il Giudizio di Paride. Nel 1977 sono cominciati i lavori di recupero che si sono protrati per pi´di venti anni ma il risultato ne valeva la pena.  Nel cortile di Týn si sta molto bene specialmente la sera in estate quando fa caldo e si puó rimanere fuori, basta scegliere uno dei ristoranti all´aperto. Non ha importanza se prendete la birra, un boccale di vino di Moravia o un aperitivo. Le torri illuminate della chiesa di Týn saranno bellissime ugualmente.

CASA ALLA MADONNA NERA

all´angolo di via Celetná 569 e la piazza Ovocný trh, Praha 1, Staré Město

Al posto della casa attuale si trovava un palazzo seicentesco. La decisione del Comune di Praga di demolirlo nel 1911 ha fatto grande scalpore. Hanno protestato non solo i membri del Club per Praga Vecchia e circoli artistici ma anche gli abitanti di Praga. Tutto invano, la casa é stata demolita. Praga ha perso una delle numerose case diciasettecentesche ma quando negli anni 1911 - 1912 l´ha sostituita una nuova costruzione per un ricco imprenditore, il nuovo capitolo dell´architettura ceca é cominciato. Questo capitolo si chiama il cubismo ceco e uno dei suoi protagonisti era l´architetto Josef Gočár. Il cubismo é l´unico stile architettonico regalato al mondo dai cechi. Mentre negli altri paesi, soprattutto in Francia il cubismo si manifestava in pittura, nei quadri di Pablo Picasso e Braque gli artisti cechi l´hanno adottato in architettura. Uno dei migliori esempi é la Casa alla Madonna Nera. Non succede spesso che le costruzioni moderne si compongono bene con i palazzi di duecento anni piú vecchi. Gočár in via Celetná ci é riuscito. Nonostante la modernitá del suo lavoro l´architetto si rendeva conto del fatto che le facciate delle case attorno sono prevalentemente in stile barocco. Ha percepito il genius loci di una delle vie piú antiche della Cittá Vecchia ed é riuscito costruire la prima casa cubista a Praga in modo che sia critici dell´arte che praghesi l´hanno accolta molto positivamente. La Casa alla Madonna Nera quindi ha aperto la strada anche alle altre costruzioni in questo stile sobrio e geometrico. Qualche anno fa dopo lunghi lavori di ricostruzione é stato aperto di nuovo il famoso café Grand Café Orient. Perché famoso? Al mondo ci sono diversi café nello stile Art Deco, Art Nouveau, minimalismo ecc. Ma solo a Praga esiste il café cubista, l´unico al mondo. Grazie alle cinque foto d´epoca sono tornati al loro posto i lampadari enormi di ottone e il bar colorato in nero, gli attaccapanni in forma di scala...

Vale sicuramente la pena di fermarsi qui. Prima di entrare si nota all´angolo la statua della madonna che ha dato il nome alla casa. Quella ovviamnete non é cubista anche perché decorava giá il palazzo precedente settecentesco. Questo felice collocamento ha aiutato di comporre la casa nell´ambiente della Praga storica. Permettetemi un piccolo suggerimento per quanto riguarda il menú. Se avete fame ordinate quello che volete, il prosciutto di Praga, un panino, un insalata. Vivamente consigliati sono anche i dolci che "mantengono la forma". Dite la veritá, in quale altro luogo potreste assaggiare „věnečky" (dolce rotondo con la crema) rettangolari? Quello che non é consigliato alle persone che non possono fare a meno senza un espresso vero, cioé a tutti gli italiani, é appunto ...  un espresso.      

CASA AL GALLO D´ORO

non esiste piú 

La casa originale in via Rytířská pochi passi dalla piazza Venceslao non esiste piú ma il suo bel segno si é conservato. Ora si trova nel Museo della Praga capitale (Muzeum hl.m.Prahy). La leggenda racconta del gallo d´oro che peró successivamente diventó nero. Il proprietario della casa era il gioelliere molto bravo.   Egli riuscí a quadagnare abbastanza soldi per poter andare in pensione e dedicarsi al suo passatempo, agli esperimenti.  Il suo successo attiró come sempre le persone invidiose le quali difondevano pettegolezzi che invece degli esperimenti si tratta della magia nera. Per fortuna vi erano anche persone sincere e oneste tra gli amici e vicini di casa. Proprio quelli furono un giorno invitati dal gioelliere a pranzo. Tutto andó bene, tutti si divertirono fino al momento in cui si scoprí la mancanza di  due coppe d´argento. Il padrone di casa rimase male perché si fidava di quelle persone. Preferí di non dire niente a nessuno ma dopo qualche tempo invitó gli stessi ospiti di nuovo, stavolta a cena  e chiamó in servizio gli stessi camerieri. Nella camera accanto mise sul tavolo coperto dalla stoffa nera il gallo morto e dopo la cena raccontó delle coppe sparite. Sarebbe stato proprio il gallo a scoprire il ladro. Chiese allora a tutti presenti di andare uno alla volta nella stanza e accarezzare il gallo.  Nessuno degli ospiti osó di contraddire il padrone di casa tanto meno la servitú. Passarono tutti ad acarezzare il gallo ma non successe niente. Gli ospiti si guardarono imbarazzati e cominciarono a scherzare al conto del mago fallito.  In quel momento il gioelliere chiese a tutti di fargli  vedere le palme delle mani. Le osservó attentamente e poi disse indicando un servo assunto poco tempo fa: „Ecco il nostro ladro. É l´unico con le mani pulite, tutti gli altri avete le mani sporche“. E perché vede la gente agitarsi aggiunge in fretta: „La magia non c´entra niente. Ho semplicemente  spalmato il gallo con fuliggine.  E questo disgraziato  che aveva rubato ha avuto paura di toccarlo“. Da quel giorno la casa fu chiamata Al gallo nero... 

SPIRITO DI PRAGA

davanti a Stavovské divadlo, in via Rytířská, Praha 1, Staré Město

Si chiama anche la Pietá e il Commendatore. L´autrice di questa statua curiosa é Anna Chromy, una nota pittrice e scultrice ceca considerata una rappresentante del surrealismo. Nata nel 1940 nella Repubblica Ceca in una delle cittá piú belle del paese, a Český Krumlov. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la sua famiglia si é trasferita a Vienna e poi a Parigi dove Anna ha conosciuto Dalí. É addirittura diventata una sua allieva. Lei stessa descrive l´incontro con il celebre artista: "Dalí organizzava una mostra alla quale mi ha invitata. Gli ho detto:  Maestro, Lei afferma che le donne non hanno fantasia, guardi questo mio quadro. Dalí l´ha quardato per un po´e alla fine mi ha detto: Giudicando da questo quadro Lei non é una donna. Da lui era un grosso complimento"  Negli ultimi anni lavora in Italia, dove a Pietrasanta ha i suoi studi artistici. Lavora con marmo e bronzo. La pietá ha anche un altro nome - Il Manto della Coscienza che pesa 70 tonnellate. Ce ne sono di piú - oltre Praga anche nella cattedrale di Salisburgo in Austria, nel Museo Nazionale di Archeologia ad Atene e altrove Cosí descrive la sua statua:

 "Le cose che lasciamo dietro di noi come l´amore o capacitá artistiche non sono materiali  - nonostante questo rimangono. L´abito del commendatore é vuoto, il corpo é svanito."

CASA ALL´ANELLO D´ORO

via Týnská 6, Praha 1-Staré Město

uno degli spettri praghesi piú affascinanti é senzaltro il cavaliere senza testa il quale di solito gira per le strade della Cittá Vecchia in sella del suo cavallo bianco tenendo la testa nelle mani. Ogni tanto peró gli viene voglia di prendere un bocale di birra. Purtroppo non si sa che cosa di cosí terribile commíse per essere giustiziato.Nella casa di cui parliamo un tempo si trovava una birreria famosa per una delle birre piú gustose nell´intera Cittá Vecchia. I soliti furono mercanti dell´adiacente fondaco nel cortile di Týn. Sempre in giro, mercanti erano abituati a vedere  diverse cose. Ma quando una volta, poco dopo mezzanotte si aprí la porta e sulla soglia apparve li cavaliere con la testa sotto braccio, quello fu troppo anche per loro. In un attimo il locale era vuoto. Il cavaliere prese il primo bocale che vide e bevve… ma visto che la testa si trovava dove si trovava é facile immaginare la scena. La birra schizzó tutta sul pavimento. Lo stesso cavaliere rimase un po´sorpreso dal risultato, riprovó di bere un altro bocale, poi un altro. All´una di notte tutti gli spettri spariscono e  anche il nostro cavaliere svaní nel nulla.

Da quel giorno peró cominció a presentarsi piú spesso cercando dissetarsi ma invano. Dopo ogni sua visita la giovane cameriera continuava a pulire il pavimento fino a quando ne ebbe abbastanza. Quando il cavaliere riapparve di nuovo non corse via come tutti gli ospiti e si fece coraggio dicendogli: Gentile signore, perché non prova a mettere la testa sul collo prima e poi beve? Vedrá come  la birra diventerá buonaIl cavaliere giró la testa portata sotto il braccio nella direzione giusta per vedere bene chi dei comuni mortali osó parlargli in questo modo. Ma poi decise di provare quello che gli fu detto, in fin dei conti non aveva niente da perdere. Si mise la testa sul collo, prese il bocale pieno di birra  e lo finí in un attimo. Era proprio delizioso!  Da quel giorno, meglio dire notte, ogni tanto il cavaliere veniva a prendere la birra ma sempre con la testa al posto giusto. Nessuno lo temme piú e la ragazza coraggiosa ricevette da lui la ricompensa – l´annello d´oro che ancora oggi si trova sulla facciata della casa.    

CHIESA DI SAN MARTINO NEL MURO

via Martinská 8, Praha 1 –Staré Město

La leggenda vuole che un giorno qualche monello locale salí sul tetto della chiesa di san Martino per saccheggiare nidi dei piccioni. Non ebbe fortuna, i nidi erano vuoti. Ma il ragazzo non si affrettó di scendere, rimase seduto sul tetto e si divertiva cantando canzoncini poco addatte al posto dove si trovava. Insomma, piene di parolaccie. Proprio mentre stava annunciando ai pedoni che questa ormai é casa sua visto che san Martino non c´é, sulla strada si fermó un uomo magro avvolto nel mantello nero. l´uomo rimproveró il ragazzo ma quello gli fece una smorfia sicuro che tanto il signore non si sarebbe arrampicato su. In quel momento l´uomo alzó le braccia e mormoró qualcosa – e il monello rimase di sasso. Cosí fu punito per i suoi sacrilegi.

CASA ALLA CROCE NERA

via Martinská, Praha 1 - Staré Město

Con la via di san Martino é collegata ancora una leggenda, purtroppo molto triste. Nella casa Alla croce nera visse con sua moglie e piccola figlia il borgomastro (vuol dire il sindaco medievale). Questa carica era collegata con alta   responsabilitá. Il borgomastro portava attacata alla cintura una scatoletta con  il sigillo d´oro della Cittá Vecchia e doveva sempre tenerlo d´occhio. Una sera tornó a casa molto stanco, cenó e si recó a letto. Sua moglie stava facendo il bagno alla figliola la quale peró faceva capricci e non voleva calmarsi. La donna esasperata non sapeva piú che fare, quardó intorno é notó sul tavolo la scatoletta. La prese, tolse il sigillo e lo diede alla piccola. Per fortuna il lucicchio d´oro l ´incantó e la bambina finalmente si calmó. Dopo il bagno si addormentó subito, la madre, stanca morta anche lei dimenticó il sigillo,  prese la vaschetta e gettó l´acqua dalla finestra. Non dimenticate, siamo nel Medioevo quando a Praga non esisteva la canalizzazione. Tutta l´acqua finí sulla strada davanti ad un contadino che proprio in quel  momento stava passando lí. Sul marciapiede qualcosa scintilló. Era il sigillo d ´oro. Il contadino non sapeva leggere ma riconobbe lo stemma della Cittá Vecchia ed essendo brav´uomo portó il sigillo subito al municipio dove lo lasció alle guardie notturne.  

La mattina le guardie portarono il sigillo ai membri del consiglio comunale. Nel frattempo il borgomastro salutó la moglie é uscí al lavoro. La donna che ovviamente non trovó piú i sigillo sul marciapiede per paura non disse niente al marito. Appena entrato in ufficio, i membri del consiglio in tono molto serio chiesero dove é il sigillo. Come sempre, rispose il borgomastro, aprí la scatoletta e diventó pallido. Con questo non si scherza. L´uomo cominció a scusarsi per aver lasciato il sigillo a casa e lo avrebbe portato subito. A casa peró non lo trovó e sua moglie in lacrime dovette confessare cosa era successo. Poco dopo bussarono alla porta consiglieri che portarono il boia. Perdere il sigillo d´oro della Cittá Vecchia si puniva con la decapitazione…. Al posto dove morí il disgraziato borgomastro la gente mise la croce di pietra e la sua casa la chiamarono Alla croce nera.

CHIESA DI SAN CASTULO - KOSTEL SVATÉHO HAŠTALA

piazza Haštalské náměstí, Praha 1 –Staré Město

Una volta nei pressi della chiesa di san Haštal si trovava una grande casa la proprietaria della quale fu una ricca contessa. La contessa non ebbe né figli né amici perché il suo carattere era pessimo. Cattiva, litigiosa e tirchia, visse solo per i suoi numerosi gioelli. Un giorno, in estate, scoprí  che mancavano i suoi preferiti orecchini d´oro con diamanti e immediatamente incolpó la sua cameriera, l´unica che le rimaneva perché oltre loro due nella casa non visse nessun´altro. Invano la giovane cameriera cercó di spiegare che lei non rubó niente, forse qualcuno aproffitó della finestra aperta in quella calda giornata estiva. Ma i giudici di solito credono alle persone ricche, non a quelle povere. La ragazza finí in progione, praticamente senza mangiare e bere. I giorni passavano e la ragazza si ammaló per tale ingiustizia e infine morí. 

Qualche anno dopo i vicini di casa della contessa abbattero un vecchio albero. Tra il fogliame trovarono il nido della gazza ladra dal quale caddero orecchini d´oro con brillianti. Quando li vide la contessa, impallidí e capí di essere colpevole nella morte della cameriera. Per molte notti non poteva dormire ed infine decise di espiare almeno un po´la sua colpa. Tutte le sue ricchezze le lasció alla chiesa di san Haštal chiedendo di celebrare le messe speciali in onore della cameriera infelice. E lei stessa si ritiró nel monastero di sant´Agnese di Boemia.

CASA ALLA RANA VERDE

via U radnice, Praha 1- Staré Město

In questa casa visse un giovane sarto  di nome Lokýtek che adorava il circo. Appena arrivó a Praga qualche  nuova truppa per esibirsi al mercato della piazza della Cittá Vecchia, Lokýtek si mise sempre nella prima fila e con la  bocca aperta osservó acrobati, mangiafuoco, maghi e simili. Una volta attiró la sua attenzione  un  acrobata vestito di verde che sembrava di essere di gomma. Metteva le gambe dietro le spalle come se niente fosse e con altrettanta facilitá li restituiva al posto. Al sarto venne in mente un idea di imparare lo stesso trucco e fare colpo sui vicini di casa. Quando tornó a casa si cucí la stessa maglia verde  aderente, se la mise addosso e cominció ad allenarsi. Dopo un po´riuscí a mettere le gambe dietro le spalle ma  si bloccó in quella posizione. Cercó di liberarsi ansando rumorosamente. Quei suoni strani li sentí la cameriera e  si precipitó nella stanza. Quando spalancó la porta, vide un mostro verde sul pavimento. Corse fuori la casa strillando:" Il padrone l´ha inghiottito una rana gigantesca!" Alla fine tutto si chiarí e in pochi minuti nel quartiere di Staré Město non si parlav a di niente  altro. I vicini di casa di Lokýtek risero ogni volta che lo incontrarono. Cosí il sarto riuscí a fare impressione ma in modo un po´diverso. Ecco perché la rana verde di pietra ci quarda dalla facciata della casa. 

SPECULUM ALCHEMIAE

via Haštalská 1 - Praha 1 - Staré Město  

                                                               

Una delle vecchie legende praghesi racconta che  ogni tanto a mezzanotte in punto passa per la via Kozí in direzione della piazza della Cittá Vecchia il carro trainato da caproni infuocati. Non fanno male  a nessuno, si muovono come fulmine e come appiaiano cosí ad un tratto spariscono sotto terra davanti alla casa n.1 in via Haštalská.  Nella cantina di questa casa nel 16 secolo si trovava il laboratorio alchimistico dove si produceva oltre diverse medicine anche l´elixir dell´eterna  giovinezza. Dalla cantina partivano due corridoi – uno verso la piazza della Cittá Vecchia, altro sottopassava addirittura la Moldava e si dirigeva nella fossa nei pressi del Castello di Praga. 

L´alchimia é considerata la madre della chimia odierna e allora come oggi non tutti gli esperimenti finivano bene. Quindi non é difficile immaginare cosa é successo nel momento dell´esplosione inaspettata. La corrente dell´aria cacció le fiamme nel corridoio sotterraneo, il fuoco si propagava e correva sempre in avanti fino a urtare qualche ostacolo. Lí giró e tornó da dove naque. É molto probabile che le fiamme siano passate attraverso le fessure fino alla superficie. Ecco un esempio come nascono leggende. Oggi nella casa trovate il museo molto particolare, SPECULUM ALCHEMIAE, appunto. Andateci, vale davvero la pena.