EBREI - STORIA, CULTURA, STILE DI VITA
                                                   
EREDITÁ EBRAICA A PRAGA

Praga vanta uno dei musei ebraici piú interessanti del mondo. Le esposizioni sono collocate direttamente nelle sinagoghe che non servono piú come il luogo del culto ma sono sempre molto interessanti, ognuna dello stile diverso - rinascimentale, barocca, classicista. E poi, dove oltre a Praga si puó visitare anche la sede di Chewra Khadisha  - la confraternitá dei defunti?  

I primi insediamenti ebraici a Praga si trovarono nei pressi del Castello di Praga e  sulla strada verso la fortezza Vyšehrad. Con molta probabilitá i primi ebrei vennero qui giá nel 11 sec. Dal punto di vista giuridico gli ebrei vennero considerati di proprietá reale e fu il re boemo Přemysl Otakar II che emanó Statuta Iudeorum. Il codice da una parte proteggeva gli ebrei dall´altra parte non a titolo gratuito, due volte all´anno dovevano pagare  al sovrano l´imposta piuttosto alta. 

L´insediamento ebraico a Praga ebbe due centri, uno attorno alla Altschule (oggi sinagoga spagnola), il secondo nei pressi della sinagoga vecchio nuova. Questo spiega perché nel corso della visita del GHETTO (meglio dire EX ghetto) turisti smarriti girano strade con una piantina ( o cellulare con GPS ) in mano per visitare MUSEO EBRAICO. Ma il museo vuol dire 5 sinagoghe con le esposizioni diverse piú il cimitero, appunto. Per chi é interessato, ecco il link utilissimo https://www.praguecitytourism.cz/file/edee/2017/12/100x210-praha-zidovska_it_web.pdf

Anche se oggi il  termine GHETTO significa il luogo di solito malfamato dove le persone vivono perché costrette per i motivi finanziari, colore di pelle, status sociale ecc., la parola nasce come sinonimo di quartiere ebraico a Venezia. Gli ebrei per la decisione del doge dovettero stabilirsi su una isola dove precedentemente si trovó la fonderia e sulla piazzetta accanto venivano gettati resti della produzione. Gli ebrei askhenaziti non pronunciavano getto, gettare ma ghetto, ghettare...Cosí é nato il ghetto a Venezia, la parola poi se la prestarono anche altrove in Europa per definize una zona circondata dai muretti e chiusa di notte dove erano costretti a vivere gli ebrei. 

PERIODO D´ORO DEL QUARTIERE EBRAICO DI PRAGA

Gli ultimi decenni del 16 sec. a Praga governa Rodolfo II Asburgo. É il secondo periodo d´oro per la cittá e lo é anche per la comunitá ebraica. Gli abitanti del ghetto potevano svolgere attivitá imprenditoriali e commerciali.Il numero degli abitanti aumentó, arrivano personaggi di fama internazionale come rabino Yehuda Leva ben Bezalel, a Praga crescono nuove sinagoghe e scuole talmudiche. Uno dei maggiori benefattori e mecenati, Mordechai ben Šemuel Maisel diventa il banhciere personale dello stesso imperatore. Bisogna menzionare anche Jakub Basevi, il primo ebreo che ricevette dall´imperatore Ferdinando II il titolo nobiliare per i suioi servizi alla corte. Era imprenditore e finanziere dei nobili, a Praga venne con suo fratello da Verona. Purtroppo non esiste piú il suo enorme palazzo praghese come non esiste lo stesso ghetto sparito a cavallo tra il 19. e 20.sec. Ma se visitate la sinagoga Maisel, potete farvi idea di come  si presentava il ghetto sul filmato 3D.

GLI ASBURGO

Due Asburgo, due approcci completamente diversi. Mamma e figlio, rappresentanti di due epoche diverse. Parliamo di Maria Teresa e di suo figlio primogentito,  Giuseppe II. Lei odiava gli ebrei, li espulse da Praga. Lui invece aprí i battenti del ghetto per dare ai suoi abitanti muoversi liberamente e ottenere diversi diritti, prima impensabili. Non a caso ancora oggi il quartiere ebraico porta il nome in omaggio di Giuseppe JOSEFOV  

Da una parte Giuseppe liberó gli ebrei di alcuni doveri umilianti e diede loro la possibilitá di andare a vivere fuori del ghetto. D´altra parte nel ghetto vennero rappresentanti del ceto basso attirati da affitti economici. In pochi decenni il quartire risultó sovrappopolato, vi trovarono rifugio anche malviventi, ladri, imbroglioni, prostitute. Insomma, il quartiere malandato non molto lontano dalla piazza principale e dalla zona dove viveva gente per bene.

IL RISANAMENTO DEL GHETTO EBRAICO

1893 vengono adotate le leggi che successivamente cambiano il volto del ghetto. JOSEFOV fu trasformato completamente. Al posto delle tortuose stradine e piccole paizette passa ormai la famosa via delle grandi firme - PAŘÍŽSKÁ- dove si affacciano negozi di alta moda e di lusso. Per fortuna erano risparmiate alcune sinagoghe e soprattutto la sinagoga Vecchi-Nuova, tra  le piú antiche in Europa che ancora funzionano come luogo di culto. E anche il cimitero che non ha paragone. 

Nel suo romanzo esoterico Golem l´autore Gustav Meyring ( definito nel mondo "scrittore austriaco", a Praga invece "scrivente in tedesco" visto che viveva a Praga) descrive il ghetto ebraico prima e dopo il risanamento. Sulle pagine del romanzo il protagonista  torna dall´ospedale e non trova piú la sua vecchia casa, tutto il ghetto sta diventando un cantiere...

FESTIVITÁ EBRAICHE E MODO DI VITA

Le feste ebraiche seguono il calendario ebraico che è lunisolare  e cominciano sempre alla vigilia del giorno precedente. La storia ebraica ha inizio con il patriarca Abramo. Mosè sul Monte Sinai riceve direttamente da Dio i Dieci Comandamenti, e li riceve nel deserto terra di nessuno e quindi di tutti, ció significa che appartengono all’umanità e non è una esclusiva ebraica. La vita degli ebrei é guidata da  613 mitzvoth -precetti, oppure obblighi (di cui 248 azioni da compiere e 365 divieti ) che regolano la vita di relazione, i rapporti con il prossimo e con il mondo animale e i rapporti con Dio. Gli obblighi di ciascun ebreo sono : lo studio, l’istruzione religiosa dei figli, la purità familiare, le regole alimentari (kascherut), la zedakà (beneficenza), l’onestà e la giustizia, l’aiuto alla vedova e all’orfano, il rispetto dei genitori e l’onore agli anziani, l’ospitalità, la visita ai malati e alle persone in lutto, il rispetto del sabato e delle feste. Gli ebrei contano gli anni dalla creazione del mondo - l´anno cristiano 2019 = l´anno ebraico 5780 L´anno ebraico comincia in autunno dopo lavori nei campi e dopo la raccolta.

SHABBAT – il Sabato 

L'uomo per sei giorni lavora e si dedica soltanto a cose "materiali", in questo giorno, invece deve dedicarsi a se stesso, alla comunità, alla società, per stare con i propri familiari e gli amici, cantare, leggere, studiare e discutere della Torah. Non si fa peró nessun atto creativo – non si accende  il fuoco quindi bisogna cucinare il giorno prima, non si usa la macchina.  Per la sera di sabbath la tavola é preparata in maniera diversa da altri giorni. Si mette la tovaglia pulita cosí come si indossano abiti migliori Si accendono le candele del Sabato, si mangia il pane del Sabato speciale in forma di treccia chiamato Chalási beve il bicchiere del vino kasher, intorno si riunisce la famiglia e gli ospiti che non dovrebbero mai mancare. Si bruciano spezie profumate chiamate Besamim nei contenitori decorati, spesso a forma delle torri, ciottole ecc. La festa termina con Havdalah la breve cerimonia  allo spuntare delle stelle. 

FESTE ALTE

ROSH HA-SHANA' + YOM KIPUR

Rosh HaShanà è il capodanno e cade il primo giorno del mese di Tishri, con la prima luna dell'autunno. É considerato giorno di riflessione e di rinnovamento spirituale. É chiamato anche il giorno del giudizio in cui, secondo la tradizione, il Signore esamina tutti gli uomini di come si sono comportati nel corso dell'anno precedente. La festa dura due giorni. A Rosh Ha-Shanà si usa mangiare cibi dolci. Il pane tipico della festa é rotondo, il simbolo della corona di Dio e della ciclicità dell'anno. Con l'augurio che l'anno nuovo sia dolce, si usa mangiare uno spicchio di mela intinta nel miele. Yom Kippur 10 Tishri. Dal capodanno al Kippur intercorrono 10 giorni da dedicare all'introspezione e alla preghiera. Nello Yom Kippur non si mangia e non si beve per 26 ore. La festa é anche chiamata il giorno dell´espiazione.  E' un giorno totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza.  Si suona lo shofar -  il corno di  montone, simbolo del richiamo all'uomo verso il Signore. Gli ebrei azkenaziti in questo giorno vestono di bianco, simbolo di purezza e rinnovamento spirituale. Anche i rotoli della Torà e l'Arca vengono vestiti di questo colore. Prima di Kippur si devono saldare tutti i debiti morali e materiali

FESTE DEL PELLEGRINAGGIO

SUKKOTH – la festa delle capanne - 14 Tishri

in ebraico significa "capanne"  e sono proprio le capanne costruite per ricordare 40 anni trascorsi nel deserto in cui ebrei abitarono dopo la fuga dall´Egittoin dimore precarie, accompagnati però, secondo la tradizione, da "nubi di gloria". La capanna deve avere il tetto del fogliame dal quale si possano vedere le stelle. Nelle sinagoghe si porta il lulavun fascio di piante composto da un ramo di palma, due di salice, tre di mirto e da un cedro che va agitato durante le preghiere. Nel Midrash troviamo spiegata la simbologia delle quattro piante che vuol dire il desiderio di unire i quattro tipi di ebrei al servizio di Dio: La palma, il lulav, è l’albero della sapienza, dà un frutto dolce ma senza profumo, simboleggia coloro che studiano la Torah ma non possiedono buone azioni, sapienti ma non generosi; Il mirto, hadass, ha profumo ma non ha sapore, simboleggia coloro che fanno buone azioni ma non studiano la Torah, sono generosi, ma non sapienti; Il salice, haravah non ha né sapore né profumo, simboleggia coloro che non fanno né buone azioni e neppure studiano la Torah, non sono né generosi né sapienti; Il cedro, etrog, è l’albero della bellezza; ha sia un buon sapore che un gradevole profumo, simbolo di chi studia la Torah e compie buone azioni, è saggio e generoso. Si dice inoltre che l’etrog simboleggi il cuore dell’uomo, il lulav la colonna vertebrale, l’hadass l’occhio e l’aravah la bocca. 

SIMCHAT TORA' – la gioia della Torá - 23 Tishri

Simchat Torà = gioia della Legge.  In questo giorno si termina la lettura dei cinque libri in cui la Torah è composta; ma immediatamente dopo si ricomincia con la prima frase di Bereshit (Genesi). Lo studio della Torah, infatti, non deve mai essere interrotto, quindi nello stesso giorno in cui si termina la sua lettura la si inizia di nuovo per dare al popolo il senso della continuità e dell’impossibilità di interruzione dello studio del Libro sacro. 

Che cosa é la Torah? Rabbi Hillel, contemporaneo di Gesú rispondeva cosí alla richiesta di riassumerlaNon fare al prossimo ció che ritieni detestabile per te stesso. La Torah é tutta qui. Il resto é solo commento.

CHANUKKA' - La festa delle luci - 25 Kislev

É una festa stabilita dai Maestri del Talmud e ricorda un avvenimento accaduto in terra di Israele, nel 168 a.e.v. Quando il Tempio fu riconquistato, si doveva riconsacrare con olio puro con il sigillo del Sommo Sacerdote. Fu trovata una sola ampola e per la preparazione di olio puro  occorrevano otto giorni. Ma occorse un miracolo : il contenuto dell´ampola fu sufficiente per otto giorni.  Cosí ogni sera si accende una luce in più del candelabro a 9 braccia detto Hannukià (da non confondere la Menorahquello a 7 bracci, simbolo del popolo ebraico) per ricordare che nel tempio il candelabro arse per otto giorni anche se conteneva una sola goccia di olio. Quando la luce è accesa le donne non devono lavorare. Ogni sera c'è un regalo per i bambini, in particolare delle trottoline su cui compaiono le iniziali delle parole "Un grande miracolo è avvenuto lì".  Il candelabro Chanukka può avere diverse forme. Gli otto contenitori per le candele sono alla stessa altezza e il nono - lo shamash, il servitore, che serve per accendere gli altri lumi, é in una posizione diversa.

PURIM - La festa delle sorti  - 14 Adar 

Purim, la più gioiosa tra le festività ebraiche, è la festa più amata dai bambini. Ricorda la salvezza degli Ebrei minacciati di sterminio dal ministro persiano Aman. Nel Libro di Ester  In questo giorno si devono anche fare doni ai bisognosi, inviare dei cibi a due persone diverse, partecipare ad un banchetto festivo. Infatti, Purim é detto il Carnevale ebraico

PESACH - La festa delle azzime

La festa commemora la liberazione dalla schiavitù d'Egitto. É anche nota come festa delle azzime perché gli Ebrei lasciarono l'Egitto in fretta da non avere il tempo di far lievitare il pane. É assolutamente vietato mangiare qualsiasi alimento lievitato. Si mangia invece matzá, il pane azzimo, un pane schiacciato non lievitato e senza sale , che è anche un simbolo della durezza della schiavitù. Prima della festa di Pesach sono fanno pulizie a casa per eliminare anche i piccoli residui di sostanze lievitate. La prima sera durante la cena si celebra il Seder, in ebraico "ordine", e si legge testo della HaggadahSul tavolo non mancano vino, azzime ed erba amara in ricordo dei dolori e delle gioie degli Ebrei liberati dalla schiavitù.

SHAVUOT 

Shavuot  - la festa delle settimane - si festeggia esattamente sette settimane dopo Pesach. Shavuot è chiamata anche "Tempo del dono della nostra Torà". La  Torá è per gli ebrei il dono più grande fatto da Dio all'uomo, il legame con essa è fortissimo e ha un valore di sacralità. Gli ebrei, finalmente liberi dalla schiavitú egiziana, trascorsero 40 anni nel deserto; quando furono ai piedi del Monte Sinai Mosè salì sul monte dove ricevette in dono da Dio la Torá da consegnare al popolo d'Israele.

SIGNIFICATO DI ALCUNI TERMINI

BRIT MILÁ 

La circoncisione (in ebraico brit milà) è il patto che lega il popolo di Israele in ogni suo componente maschio con Dio. Nella Bibbia al capitolo 17 della Genesi è scritto: "E parlò il Signore a Abramo: tu osserverai il mio patto; tu e la tua discendenza dopo di te per le generazioni future. Questo è il mio patto che osserverete tra me, voi e la tua discendenza dopo di te. Circonciderete tutti i vostri maschi. Circonciderete la carne del vostro prepuzio; questo sarà il segno del patto tra me e voi. All'età di otto giorni per le vostre generazioni, verranno circoncisi tutti i maschi" L'obbligo della circoncisione ricade sul padre che generalmente delega questo compito a un circoncisore, in ebraico mohèl. Alla cerimonia, nel corso della quale viene anche annunciato il nome del bambino, sono presenti anche parenti ed amici. Brit milá puó essere rimandata per motivi di salute. Si pratica su una sedia speciale chiamata La sedia di Elia perché si crede che il profeta Elia é presente.  

BAR MICVAH

Il Bar-Mitzvah (“figlio del comandamento”) e il Bat-Mitzvah (“figlia del comandamento”) si celebrano quando i ragazzi ebrei raggiungono l’età matura. Secondo la tradizione religiosa, le ragazze raggiungono l’età della responsabilità a 12 anni mentre i ragazzi a 13. Una volta raggiunta l’età per celebrare il Bar-o il Bat-Mitzvah, i ragazzi e le ragazze sono obbligati a seguire i comandamenti e sono ritenute persone moralmente responsabili delle proprie azioni. I ragazzi contano ora come membri del gruppo di dieci persone, il Minyan, richiesto per celebrare il culto. Possono inoltre guidare le liturgie e leggere la Torah. Una tappa importante per un ragazzo ebreo è lo studio. In varie comunità si usa ancora oggi spalmare di miele le prime parole che il bambino impara a leggere in modo tale da rendergli più dolce lo studio e di fargli associare il ricordo del miele a quello dello studio. Lo studio ha sempre avuto nell'ebraismo un significato particolare, anche perché è attraverso lo studio che si trasmettono le tradizioni e si perpetua la Torà. I genitori hanno il compito di educare i propri figli e di trasmettere loro il patrimonio culturale fino a che il ragazzo non divenga responsabile del proprio comportamento morale e religioso - a 13 anni, appunto.  Uno dei commandamenti é l´obbligo portare tefilin durante la preghiera di mattina. Per le familie tradizionali si tratta di un evento particolarmente commovente. 

KIPPAH

La kippah è il copricapo usato dagli uomini per ogni benedizione o cerimonia religiosa, alla sinagoga, al cimitero, in un luogo pubblico o privato (durante i pasti ad esempio). Non c’è nessun comandamento legato a questo obbligo, è una tradizione che ha preso forza di legge. Coprirsi la testa è un richiamo all’autorità divina sopra di noi. La kippah è un segno di umiltà e di riconoscenza della presenza divina nella vita quotidiana.

KABBALA

Nel corso dei secoli gli iniziati hanno criptato i testi per proteggerne i segreti. Quanti livelli di comprensione contiene? Nessuno lo sa. Kabala nasce dall´esigenza della piú profonda comprensione di Dio. Mistici ebraici usano diverse tecniche di meditazione  che li inducevano in una profonda trans ipnotica. Loro stesso ritengono queste pratiche troppo pericolise e le tengono in segreto. La gente comune o principianti inesperti potevano anche impazzire in confronte con questi potenti flussi di energie che avevano sprigionato. Ci vuole umiltá altrimenti Dio puó non accetarti e permetterti quel viaggio.

Si cerca di vivere la stessa esperienza del profeta Ezechiel. Lui riteneva di aver visto Dio. Il percorso verso il paradiso ha diverse tappe segnalate dalle porte, bisogna aprirle tutte.Ma le porte  sono sorvegliate dagli angeli  minacciosi, cosí bisogna imparare difficili nomi degli angeli e ripeterle molte volte.

Il libro fondamentale di kabala é Sefer Jezirá che descrive come Dio ha creato il mondo utilizzando 22 lettere di alfabeto ebraico. É piú dettagliato che Genesi. Tutte le cose dell´universo presero forma a base di lettere e numeri.

Kabala significa ricezione. Nel 11 secolo le dottrine mistiche si diffusero con profughi a causa delle persecuzioni antisemite da terra santa in Francia, Spagna e Germania, 1280 fu trovato da un rabino il libro di 2000 pagine Zohar – lo Splendore. Scritto in arameico, é la fonte principale di  kabaly. Il testo é simbolico, l´autore non si conosce. É il libro piú difficile da tradurre. Una rivelazione davvero sbalorditiva é che Adamo dal paradiso cacció Dio. E come se vivessimo ancora nel paradiso ma abbiamo perso il contatto con la dimensione spirituale e la sfida é riconquistare la consapevolezza e intimitá con il divino 

Il linguaggio simbolico é molto ricco. Si parla delgli eventi biblici non come passati ma come qualcosa che ancora continua. Le buone azioni degli uomini fanno crescere potere divino, il male al contrario distrugge il rapporto uomo – Dio.

KASHERUT - regole alimentari

La casherut è l’insieme delle regole alimentari del giudaismo, cioè le prescrizioni di origine biblica su quello che gli Ebrei possono mangiare o meno e in quali condizioni.  La preparazione dei cibi  deve rispondere ad alcune regole molto ferree perché essi sian"kasher", cioè idonei, adatti. Si tratta spesso di ricette che utilizzano ingredienti poveri e di stagione.  La Torà, il Pentateuco, classifica gli animali permessi in gruppi e spiega anche come debbano essere macellati. La macellazione, in ebraico shechità, deve essere effettuata in modo che venga eliminato tutto il sangue. Il macellaio deve essere una persona qualificata, chiamatachohet”. Assicura per prima che l’animale sia in buona salute. Taglia rapidamente il collo dell’animale di un gesto sicuro. Il consumo di sangue è vietato nel giudaismo perché simboleggia la vita.  É permessa la carne degli animali ruminanti con lo zoccolo spaccato (questo esclude  il maiale, il cammello, il coniglio, il cavallo). Tra gli animali autorizzati, la Torah menziona il bue, la pecora, la capra, il capriolo e i volatili. Tutti gli animali autorizzati sono erbivori. I pesci autorizzati al consumo devono avere pinne e squame (sono esclusi i frutti di mare, l’anguilla, il caviale). La maggior parte degli insetti sono vietati ed anche i rettili. Altre norme importanti regolano la cucina: i cibi a base di carne devono rimanere separati da quelli contenenti latte. La netta divisione tra carne e latte è infatti alla base della cucina ebraica. Non solo non si possono mischiare i due diversi tipi di ingredienti durante la cottura, ma neanche a tavola: il pasto deve essere o a base di carne o di latte. Anche le pentole e le stoviglie usate per gli alimenti dell'uno o dell'altro genere debbono essere tenute separate.  “non farai cuocere il capretto nel latte di sua madre” (Es. 23:19). Quindi ad esempio non si mangerà una carne in una salsa alla panna, non si metterà latte nel caffè dopo aver mangiato un piatto di carne. Il pesce, le verdure e la frutta possono essere mangiati con prodotti a base di latte o la carne. 

KETUBAH

è l´accordo nuziale ebraico, un testo in aramaico che viene firmato da 2 testimoni. È parte integrante del matrimonio ebraico tradizionale. Nel testo vengono indicati i principali obblighi del matrimonio, per proteggere soprattutto la donna: il suo diritto al cibo, ai vestiti, al riparo e a un indennizzo finanziario in caso di divorzio o vedovanza. Il testo viene letto in pubblico il giorno del matrimonio, e poi appeso in casa degli sposi: ecco perché la tradizione di decorarlo.    La particolarità delle ketubbot e’ che vengono nella maggior parte personalizzate e realizzate secondo le preferenze degli sposi.

MATRIMONIO EBRAICO

E’ usanza comune per la sposa e lo sposo non incontrarsi durante la settimana che precede il matrimonio. Questo rende il momento in cui la coppia si incontra nel giorno delle nozze particolarmente romantico. La sposa, durante le nozze, indossa un velo. Il rito in cui si pone il velo alla sposa (Bedeken) viene tradizionalmente celebrato poco prima del matrimonio: è lo sposo stesso che pone il velo sul capo della moglie. La cerimonio nuziale prevede che la sposa e lo sposo stiano in piedi sotto un baldacchino supportato da quattro pali ChuppahÉ il simbolo della famiglia che coppia costruirà ed è spesso ornato di fiori. Dopo che sono state recitate alcune benedizioni sopra un bicchiere di vino, lo sposo dona l’anello alla sposa e, infilando sul suo dito, recita la seguente formula: “Ecco, tu sei santificata a me secondo la Legge di Mosè e Israele”. Non è uso ebraico lo scambio degli anelli. Il rabbino quindi legge il contratto matrimoniale Ketubah. Questo documento, scritto in aramaico, mette in chiaro gli obblighi del marito nei confronti della moglie sia durante il matrimonio, sia in caso di divorzio. Dopo la lettura della Ketubah vengono recitate altre benedizioni per il futuro della coppia e viene venuto il vino. Nella tradizione ebraica, dopo la distruzione di Gerusalemme e del Tempio, nessuna celebrazione è priva di una vena di tristezza. Per tale ragione, anche il rito nuziale termina con la rottura di un bicchiere, segno che il mondo non ha ancora raggiunto la perfezione.  E’ tradizione, nella settimana che segue il matrimonio, che vengono organizzate feste per gli sposi novelli in casa di parenti e amici (Sheva berachot – sette benedizioni). Per quanto riguarda la futura casa, gli sposi sono invitati a lasciare una piccola parte  “incompiuta” (una parte della parete, ad esempio, non viene dipinta), per ricordare che senza il Tempio la vita ebraica è incompleta.

MENORAH

Il candelabro a sette bracci, fa parte dello stemma dello stato d´Israele. Simboleggia il rovo ardente che Mosé vide sul Monte Sinai.

MEZUZAH

è un astuccio che contiene un piccolo foglio di pergamenaarotolata con i primi due brani dello Shema, dove viene affermata l'unicità divina, l'obbligo di studiare ed insegnare la Torah ai propri figli e quindi l'obbligo di affiggere la Mezuzah allo stipite della porta della casa.

RABBINO

Il rabbino (o rav in ebraico) è una guida spirituale ed un’autorità in materia di legge ebraica. Possiede una certa conoscenza, un giudizio e ha un ruolo di arbitrio e di consigliere. Il rabbino non ha un ruolo specifico nella liturgia sinagogale. Svolge i suoi studi in una scuola rabbinica (yeshiva o università ebraica) e riceve l’ordinazione da un altro rabbino che lo giudica pronto. Può essere legato ad una comunità, consacrarsi totalmente all’insegnamento o compiere le due funzioni insieme. Le sue attività sono diverse e si adattano a secondo del tipo e della taglia della comunità e dell’ambiente: organizzazione del culto, controllo della macellazione rituale, predicazione, insegnamento, presidenza del tribunale rabbinico (che si pronuncia inoltre sulle questioni di statuto personale come l’identità ebraica, il divorzio, la conversione).

RABBI LOEW E GOLEM

Si narra che rabbi Loew, il famoso cabalista, conobbe il segreto della creazione del Golem da Sefer Yezirah - libro della Creazione. Scelse due dei suoi discepoli per aiutarlo e gli confidó il segreto. Loro tre rappresentavano tre elementi - aria, acqua e fuoco mentre il quarto elemento era la terra - il fango argilloso dal quale una notte sulla riva della Moldava fu creato Golem. Alla fine del rituale magico il rabbino gli mise nella bocca lo Shem - la parola di Dio. Infatti anche nel Libro della Genesi, si legge:      Il Signore Dio modelló l´uomo dalla polvere del terreno e gli soffió sulle narici un alito di vita. Con la parola Golem diventa un essere vivente.

Quando Golem non serví piú, bastava invertire il procedimento della Creazione per disattivarlo. I giri intorno al Golem in senso contrario, le parole recitate al rovescio, le formule invertite. Il Golem aveva sulla fronte incisa la parola EMET che in ebraico vuol dire La veritá. Il rabbino cancelló la prima lettera e Emet diventó MET cioé La morte. E Golem cessó di vivere. Il rabbi e i discepoli gli tolsero i vestiti, li bruciarono e coprirono la mole di argilla con i vecchi mantelli per le preghiere che secondo l´uso ebraico si conservano nella soffitta della Sinagoga Vecchio Nuova. Il rabbino emanó il divieto assoluto a quinque di salirci. Alla gente del ghetto disse che Josef il Golem come lo chiamarono, lasció Praga per sempre.

NOTA: Nel 2015 la societá Quadrio ha girato a Praga una delle puntate di MISTERI dove si parla di GOLEM.

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SINAGOGA

La sinagoga per gli ebrei è un luogo di preghiere e di incontro e di studio. Le sinagoghe sono sorte durante 'esilio, quando non esisteva più il tempio di Salomone e gli Ebrei erano lontani da Gerusalemme. Anche ai tempi di Gesù, molti Ebrei s'incontravano nella sinagoga locale nel giorno di sabato. Il servizio nella sinagoga consisteva essenzialmente nella lettura di passi della Bibbia (normalmente uno tratto dalla Legge e uno dai Profeti) e nella recitazione di preghiere. 

Ogni sinagoga ha una cassa, chiamata "arca", in ebraico Aron ha Kodeš, nella quale sono conservate le pergamene della legge di Dio -  rotoli della Torah. L´arca é spesso decorata da una tenda ricamata.

La decorazione interna dipende anche dall´appartenenza a uno dei gruppi  - aschenaziti o sefarditi (molto in generale di provenienza "tedesca" o spagnola). Il rito aschenazita é molto piú sobrio, si puó dire anche severo, sefarditi invece decorano le loro sinagoghe con i colori vivaci e coprono l´intero spazio con mosaici o pittura. A Praga trovate due sinagoghe di rito sefardita - la sinagoga Spagnola e quella di Gerusalemme. Ecco le foto:

TEFFILIN

Sono  due scatolette di cuoio che si legano sul braccio sinistro e sulla testa. Dentro  sono contenuti due fogli di pergamena con su scritto i quattro brani della Torah

TORAH

Le indicazioni e precetti di come mettere in atto la TORAH sono contenuti nella MISHNA. Prima venivano tramandate oralmente, furono stese per iscritto verso 200 dopo Cristo. Il completamento delle disertazione dalla parte dei rabbini fu chiamato GHEMARA. Mishna + Ghemara furono riunite nell´opera chiamata TALMUD. É un testo che permise agli ebrei sparsi per il mondo di mantenere unitá religiosa.